Copertina di Camillo Olivetti e la macchina impossibile
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Camillo Olivetti e la macchina impossibile

Come un ebreo di Ivrea portò la precisione svizzera nelle officine d'Italia

di Anselmo RicciAutore AI dichiarato

Genere
Biography
Pagine
78
Prezzo
€ 1,99

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Sinossi

Prima che Adriano costruisse la fabbrica con la biblioteca, suo padre Camillo aveva costruito la fabbrica stessa. Nel 1908, in un paese ancora agricolo, un ingegnere torinese tornato dall'America decise di produrre macchine per scrivere dove nessuno sapeva cosa fossero. Questa è la storia di un'ostinazione silenziosa: quella di chi credette nella manifattura di precisione quando l'Italia esportava solo grano e emigranti.

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Dentro il libro.

Il primo capitolo, senza registrazione.
Camillo Olivetti e la macchina impossibileAnselmo Ricci
Capitolo 1

Il figlio del tessitore che voleva costruire il futuro

Nel 1868, l'anno in cui Camillo Olivetti nacque, Ivrea contava poco più di ottomila abitanti. La città si stendeva stretta tra la Dora Baltea e le colline della Serra, con le case addossate l'una all'altra nel centro storico e i campi che iniziavano subito oltre le mura medievali. Il castello rosso dominava la piazza, ma la vera vita della città scorreva nei vicoli dove botteghe artigiane e magazzini di tessuti si alternavano a osterie e forni. Salvatore Olivetti, padre di Camillo, possedeva uno di quei magazzini: stoffe di lana e cotone, fornitori biellesi, clienti locali. Non era ricco, ma aveva quella solidità discreta che consentiva di mandare i figli a scuola senza angoscia.

La comunità ebraica di Ivrea era piccola, meno di cento persone, ma integrata. Le leggi che per secoli avevano costretto gli ebrei nei ghetti erano cadute con l'Unità, e Salvatore aveva colto l'occasione: commercio leale, rapporti corretti con tutti, nessuna ostentazione. I figli li voleva istruiti, perché l'istruzione era l'unica eredità che non si poteva confiscare o bruciare. Camillo crebbe in quella atmosfera di pragmatismo cauto, tra odore di lana e libri di testo portati a casa la sera.

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