Firenze dai Suoi OcchiDania
Capitolo 1Il Risveglio di Piazza del Duomo
L'alba a Firenze non arriva tutta insieme. Si affaccia prima sui tetti, accende le tegole color terracotta una a una, scivola lungo le facciate di pietra serena finché raggiunge il selciato ancora umido di rugiada. Io sono qui, in piazza del Duomo, quando il cielo passa dal grigio perla a un azzurro latteo che promette caldo. La Cupola del Brunelleschi emerge dalla penombra come se qualcuno la stesse rivelando piano, con mano paziente: prima il lanternino dorato in cima, poi le nervature bianche che corrono lungo l'ottagono rosso, infine l'intera massa che si impone nello spazio con una presenza che ha qualcosa di organico, di necessario. Non è un monumento costruito dall'uomo. È una montagna che ha deciso di crescere qui, al centro di questa città stretta tra colline.
Le prime persone che attraversano la piazza non sono turisti. Sono figure discrete, quasi invisibili: un uomo con la giacca scura che apre la saracinesca di una bottega di cornici in via Ricasoli, una donna con borsa di tela che cammina veloce verso il mercato, un anziano in cappello di feltro che si siede su uno scalino del Battistero e accende una sigaretta. Mi piace pensare che siano custodi inconsapevoli, che il loro passaggio quotidiano sia parte di un rito antico quanto la città stessa. Loro non alzano lo sguardo verso la Cupola. Non hanno bisogno. La portano dentro da sempre.