La valigia di Dania non entrava. Kenan la osservò mentre tentava per la terza volta di infilarla nel bagagliaio, spingendo con il ginocchio contro lo spigolo rigido. Lei soffiò una ciocca di capelli dal viso, inclinò il trolley di lato, provò ancora.
«Aspetta.» Lui si avvicinò, spostò il borsone dei regali più in fondo. «Se metti prima le borse della spesa...»
«Le borse della spesa stanno bene dove sono.»
«Non stanno bene. Guarda.» Kenan sollevò i sacchetti di carta pieni di panettoni, bottiglie e scatole di cioccolatini, li riposizionò nell'angolo destro. La valigia scivolò dentro senza fatica.
Dania lo guardò con un'espressione a metà tra il sollievo e la resa. «Va bene, hai ragione.»
«Lo so.» Lui sorrise, chiuse il portellone con un colpo secco. Il rumore echeggiò nel parcheggio semivuoto del condominio. Erano le otto del mattino, il 22 dicembre, e l'aria sapeva di freddo pulito, quello che prometteva neve in montagna.
Dania infilò le mani nelle tasche del piumino, guardò la macchina carica fino all'inverosimile. «Pensi che abbiamo dimenticato qualcosa?»
«Tipo?»
«Non lo so. Qualcosa.»
Kenan fece scorrere mentalmente la lista: valigie, regali, cibo per i primi giorni, decorazioni extra che Dania aveva insistito a portare nonostante la baita fosse già "perfettamente addobbata", secondo le foto. «Se l'abbiamo dimenticato, ce ne accorgeremo quando sarà troppo tardi.»
Lei rise, un suono breve e nervoso. «Che bello, grazie del conforto.»