Una cosa alla voltaGuido Massari
Capitolo 1La giornata non è un contenitore elastico
Il lunedì mattina la lista ha un’aria innocua. Sta sul tavolo, accanto alla tazza, tra una bolletta piegata e il telefono con lo schermo già acceso. Le parole sono brevi: lavoro, lavatrice, risposta a Luca, spesa, farmacia, preventivo, chiamare scuola, sistemare cucina, pagare rata, controllare quel documento. Scritte così, sembrano stare tutte dentro la giornata. Non fanno rumore. Non occupano sedie. Non chiedono strada.
Poi cominci.
Apri il computer e il primo messaggio contiene una domanda che non era nella lista. Il lavello mostra tre bicchieri, due piatti, un coltello con la lama appoggiata male. La lavatrice è piena, ma il detersivo è quasi finito. Sul telefono ci sono due notifiche di chat e una mail con oggetto “solo una cosa veloce”. L’ingresso trattiene una borsa da svuotare, un paio di scarpe nel punto esatto in cui inciampi, una ricevuta che devi conservare ma non sai dove mettere.
Niente di tutto questo è enorme. È proprio per questo che entra.
Il problema del lunedì mattina non è che hai una vita disordinata. Il problema è che tratti la giornata come se potesse allargarsi ogni volta che compare un compito piccolo. Un messaggio richiede due minuti, quindi lo infili. Una tazza si lava in trenta secondi, quindi la lavi. Una risposta “la mando al volo”, quindi la apri. Una prenotazione sembra troppo breve per meritare un posto nella lista, quindi la lasci appesa sul bordo dell’attenzione.